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I Quattro larici

La località dei Quattro larici

La località dei Quattro larici

“… stanchi di giocare ci sdraiavamo ai piedi dei Quattro larici e a voce alta leggevo libri di avventure; ognuno di noi era un personaggio: Corsaro Verde, Penna di Falco, Sandokan, Kim, il Capitano. Al tramonto salivamo tutti sulla cima degli alberi, ognuno aveva il suo, e, da lassù, si osservava in silenzio il cielo dove vagavano fantastiche nuvole rosse”.

Dalla prefazione a “Il sergente nella neve”, Einaudi (ed. per le scuole, 1965)

 

 

 

IL CONTESTO

Villa Zecchin e i quattro larici

Villa Zecchin e i quattro larici

Nelle sei bellissime pagine che introducono l’edizione del Sergente per i ragazzi delle scuole medie, Mario Rigoni Stern ricostruisce con lo stile piano e accattivante che sempre conquistava i più giovani la sua infanzia felice sull’Altopiano, tra giochi e letture. “Ho consumato strade e prati a giocare – scrive – e libri a leggere. A volte leggevo anche tre libri in una settimana, sbrigliavo la fantasia in mille avventure e non saprei dirvi il divertimento maggiore: se il leggere o il giocare”. Tra le sue letture giovanili, oltre a Salgari e Kipling qui citati, Rigoni Stern annoverava anche “L’isola del tesoro” di Stevenson e “Tifone” di Conrad, e più tardi le “Liriche in fiore della poesia italiana” (in particolare Angiolieri, Dante e Petrarca), Tolstoj, Cechov, Proust.

Dopo aver raccontato con vivezza di toni i suoi anni giovanili, lo scrittore passa a parlare della guerra e ricostruisce la genesi del Sergente, nel ’44 durante la prigionia: un mozzicone di matita e dei fogli racimolati qua e là gli bastarono per tradurre sulla carta, ad un ritmo febbrile, i ricordi drammatici della ritirata, in particolare la condizione di condivisione umana vissuta da lui e dai suoi compagni in quei terribili giorni, che gli fecero maturare quelle convinzioni profonde e quell’attitudine serena verso la vita che lo accompagnarono fino ai suoi ultimi giorni.

 

IL LUOGO

I Quattro larici si trovano di fianco a Villa Zecchin, nel complesso che ospita la Ragioneria e il Liceo, in viale Autieri d’Italia.

A fianco della villa, via Lise conduce con uno sterrato verso il piccolo poggio omonimo: da qui, dopo aver costeggiato il Sacrario militare e attraversato via Fiume (che conduce a contrada Zocchi), transita l’ultima parte della Rogazione.

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