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Il rogo della "vecchia" a Schella Martz

Il rogo della “vecchia” a Schella Martz

Le manifestazioni tradizionali più antiche e significative sull’Altopiano sono legate, come altrove, agli antichi riti dei campi e della fertilità.

Schella Martz si svolge gli ultimi tre giorni di febbraio, ed è un invito (“suona marzo”) al risveglio della natura dopo il letargo invernale. Piccoli cortei di bambini trascinano per le strade delle contrade e del centro barattoli e bidoni legati insieme e percossi coi bastoni per produrre il maggior trambusto possibile, al fine di risvegliare la primavera. L’ultima sera, nella piazza del Municipio, si brucia in un rogo la “vecchia” che rappresenta l’inverno appena trascorso.

I bambini festeggiano Schella Marzo con Mario Rigoni Stern

I bambini festeggiano Schella Marzo con Mario Rigoni Stern

“Dopo la “scella marzo” – scrive Mario – si aspettava il 25 di aprile, quando il giorno era diventato ben più lungo della notte, per correre tutti insieme alla sagra dei cuchi”, che si svolge a Canove per festeggiare il patrono San Marco. “Ma – sosteneva lo scrittore – il giorno di San Marco arrivano

anche i rondoni, e i cuculi che risvegliano il bosco col loro canto, che risveglia la linfa degli alberi. 
Per me è perché il 25 aprile arrivano i cuculi che si fa, da noi, la sagra dei cuchi”.

La manifestazione più importante però, soprattutto per Asiago, è la Grande Rogazione, che si svolge il giorno prima dell’Ascensione. Si tratta di un pellegrinaggio di 33 chilometri, tutto attorno ai confini di Asiago, che riprende le antiche celebrazioni propiziatorie agricole poi metabolizzate e assorbite dal cristianesimo, potenziate in questo caso da una forte componente identitaria, che risale in particolare al voto della comunità asiaghese durante la peste del 1631, accompagnate dagli antichi canti e arricchite da intensi momenti di convivialità. La sosta mattutina al Lazzaretto per la messa e la colazione è anche un’occasione di pacificazione tra compaesani divisi da ostilità, e il momento in cui le ragazze regalano le uova colorate ai maschi, in particolare ai ragazzi dai quali hanno ricevuto in dono il tradizionale “cucco” di terracotta alla Sagra di San Marco.

La Grande Rogazione di Asiago

La Grande Rogazione di Asiago

“Il giro del mondo, sognato dall’emigrante, che non può tornare al suo paese – 
così Mario descriveva la Rogazione – o ricordato dal vecchio che non ha più la forza di affrontare il cammino, 
può diventare un abbraccio di amore e di nostalgia, 
un abbraccio d’amore con quanti capiscono che la vita è anche un camminare assieme, 
un abbraccio di nostalgia con quanti sanno trovare nel rimpianto una nuova felicità”.

Lo storico percorso è oggetto di un intervento di valorizzazione dei Cammini di Fede della Regione Veneto, assieme ai percorsi delle rogazioni minori nelle contrade Mosele e San Domenico, e degli analoghi pellegrinaggi al santuario mariano del Buso di Gallio, all’Oratorio di San Donato, al Covolo di Lusiana, alle chiesette di Santa Margherita a Rotzo e di san Francesco a Foza.

Altri eventi significativi per la comunità erano le tradizionali fiere di giugno, di San Matteo (patrono di Asiago) il 21 settembre, e dei Morti, tutte legate in origine alle attività agricole, ma oggi ridotte a meri appuntamenti commerciali.

In alcuni paesi dell’Altopiano, infine, si tiene ancora in autunno la festa dei coscritti, che era un vero e proprio rito di passaggio dei giovani in età di leva, a cui viene concesso di scatenarsi per una settimana in scherzi e abbuffate/bevute, prima della loro entrata nell’età adulta.